Anche quest’anno le Karalis Pink Team hanno scelto di esserci.
Per il terzo anno consecutivo abbiamo aderito a Monumenti Aperti, una manifestazione che nel 2026 ha celebrato la sua 30ª edizione, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più amati e partecipati.
Un traguardo importante, che abbiamo deciso di onorare nel modo che più ci rappresenta: vivendo il territorio dall’acqua, condividendo storie, emozioni e tanta, tantissima energia.
Durante il weekend abbiamo messo a disposizione due dragon boat e le nostre ragazze per accompagnare i visitatori alla scoperta del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, offrendo un punto di vista diverso, lento e immersivo.
I tour, organizzati in due turni al giorno su prenotazione, hanno registrato il tutto esaurito in tempi record.
L’entusiasmo è stato tale che, ogni giorno, ci siamo trovate con persone in lista d’attesa desiderose di vivere l’esperienza. E come potevamo dire di no?
Per non deludere nessuno abbiamo quindi attivato un turno aggiuntivo (ridotto), permettendo anche a chi era in attesa di salire a bordo.
Un percorso nuovo tra storia, acqua e natura
Il percorso di quest’anno era completamente diverso rispetto alle edizioni precedenti.
La partenza dalla Darsena dei Sali Scelti, la prima tappa al Padiglione Nervi, poi i Fortini, fino al rientro in darsena: un itinerario che ha permesso di raccontare Molentargius da una prospettiva privilegiata.
All’interno di ogni dragon boat era presente una guida, che ha accompagnato i partecipanti in un viaggio nella storia dell’estrazione del sale e nell’evoluzione del Parco, oggi riconosciuto come una delle zone umide più importanti del Mediterraneo.
Tutti a bordo, nessuno escluso (e qualcuno con una canzone in testa…)
Quello che ci ha colpite più di tutto è stata la voglia autentica delle persone di partecipare, di mettersi in gioco e di vivere Monumenti Aperti in modo attivo e coinvolgente.
Abbiamo accolto persone di ogni età: dai più grandi ai più piccoli, accompagnati dalle loro famiglie. Molti erano alla loro prima esperienza su un dragon boat… e qui entra in gioco uno dei nostri piccoli segreti.
Per aiutare i neofiti a prendere il ritmo, proponiamo sempre un esercizio semplice ma infallibile: una pagaiata e un colpo.
E per non sbagliare… lo accompagniamo con una cantilena che ormai è un marchio di fabbrica:
PAGAIO e BATTO
PAGAIO e BATTO
PAGAIO e BATTO
PAGAIO e BATTO
Alla fine del giro due cose erano certe: il Molentargius dall’acqua è bellissimo… e “PAGAIO e BATTO” lo hanno portato a casa tutti quanti. Qualcuno, ne siamo sicure, la starà ancora canticchiando 😉
Dragon boat senza confini
La domenica mattina abbiamo avuto anche il piacere di portare in acqua una classe del Giua di Cagliari, che in questo periodo ospita studenti Erasmus tedeschi.
Ne sono nati due dragon boat internazionali, con studenti e insegnanti sardi, tedeschi e anche spagnoli, uniti dalla voglia di pagaiare insieme e condividere un’esperienza unica.
Un mix di lingue, sorrisi, entusiasmo e collaborazione che ha reso quel momento ancora più speciale.
Stanchezza sì, ma con il cuore pieno
Sono stati due giorni intensi, senza sosta, ma il calore, la grinta e l’affetto ricevuti da chi è salito a bordo ci hanno ripagate di ogni fatica.
Tornare a casa stanche ma felici, con la consapevolezza di aver contribuito a far vivere Monumenti Aperti in modo autentico e inclusivo, è il regalo più grande.
Grazie a chi ha pagaiato con noi, ascoltato, sorriso e condiviso.
Il Molentargius visto dall’acqua è ancora più bello. E insieme lo è stato ancora di più. 💗🐉














